La parrocchiale dedicata a San Martino V.
S. Martino di Tours Patrono della parrocchia di Gorno
La parrocchia di Gomo, sin dall'antichità, è sempre stata dedicata a
S. Martmo di Tours; risulta per esempio, in un atto datato 7 ottobre
1344 che "presbiter" (parroco" dell' "ecclesiae S. Martino de Gorno..."
fosse un certo don Alessio Guerinoni.
Quando il 5 ottobre 1575 il convisitatore di S. Carlo Borromeo visita
la parrocchia fa riferimento alla chiesa "sub invocatione S.
Martino".
Alla festività del patrono che si celebra nel mese di novembre è legata
l'antlca tradizione dell'offerta della cera: un'offerta che serve per
le celebrazioni liturgiche durante l'anno.
E' un segno che rafforza la fede.
Ricordano inoltre le figure del santo: la statua sulla facciata della
parrocchiale proveniente dalla chiesa settecentesca ed eseguita da
Francesco Donato Fantoni nel 1722, la tela seicentesca e lo stendardo.
Il gruppo statuario, raffigurante S. Martino e il povero,
scolpito da un giovane scutore della Val Gardena, venne inaugurato e
benedetto dal vescovo Mons. Angelo Paravisi il 10 novembre 1991.
Da quell'anno, grazie anche a questa pregevole opera artistica la
celebrazione della festa del santo patrono ha assunto maggiore
solennità e ben altro significato.

LA STORIA DI SAN MARTINO
S. Martino è nato in Pannonia (Ungheria) nel 315 d.C.
Il padre era ufficiale dell’esercito romano.
Martino entra nell’esercito all’età di 15 anni.
Mentre si reca al campo di battaglia incontra un povero infreddolito e,
non avendo con sé denaro, taglia il mantello a metà e lo dona al
mendicante.
Nella notte in sogno egli vede Cristo avvolto in quel mantello che lo
ringrazia per il gesto caritatevole.
Nel 339 d.C. riceve il Battesimo, ma continua per 20 anni la vita
militare distinguendosi per la carità, compagnia e aiuto verso i
compagni.
Nel 359 d.C. lascia la vita militare e si reca dal vescovo Ilario
diventando suo collaboratore e l’anno dopo diventa sacerdote.
Nel 371 d.C. diventa Vescovo di Tours: predica il Vangelo, combatte le
ingiustizie, distrugge i templi pagani.
Muore l’8 Novembre 397 e l’11 Novembre si celebrano i funerali.
Come mai S. Marino di Tours (Francia) è patrono di Gorno?
Al tempo di Carlo Magno molti beni e terreni posti in Val Seriana,
compreso Gorno, furono donati al Monastero di S. Martino di
Tours.
In seguito verso l’anno 1000 avvenne uno scambio di terreni tra il
Vescovo di Bergamo e i Monaci di Tours.
Per questo nella bergamasca si trovano molte chiese dedicate a
S.Martino.
S. Martino è protettore dei viaggiatori e dei soldati.
L'ESTATE DI SAN MARTINO
Martino era un uomo riero e buono: i primi giorni di novembre usci con
il suo cavallo.
Faceva motto freddo, ma Martino era avvolto nel suo pesante mantello. A
un tratto vide un mendicante che tremava per il gran freddo. Martino
con la spada tagliò in due il suo mantello: una metà la diede al povero
e con l'altra si coprì alla meglio.
Il freddo era intenso e Martino ora tremava. Ma il cielo volte premiare
la sua generosità e all'improvviso spuntò un tiepido sole.

LA CHIESA
Dedicata a San Martino, è stata ricostruita nel 1931 dopo che le due
precedenti del quattrocento e del settecento erano state
distrutte.
Al suo interno custodisce l’altare dei Morti scolpito dal Manni con la
pietra nera della vicina valle dei Crappi, l’altare del S.Rosario del
1776 di mano di Grazioso e Francesco Fantoni, l’altare di San Rocco,
San Sebastiano martire e Sant’Antonio Abate e l’altare di Santa
Elisabetta della fine del 1400 con la mensa e la predella aggiunte
verso la fine del 1700.
Sul cornicione della facciata sono collocate le statue dei Santi
Martino, Valerio e Renato, opere fantoniane.
La chiesa parrocchiale di Gorno è dedicata a S. Martino Vescovo di
TOURS (Francia)
Il primo documento che lo attesta risale al 1344
Essa è stata ricostruita per tre volte
La chiesa attuale è quella ricostruita nel 1931.
LA FACCIATA
La facciata principale è rivolta verso sud (guarda Erdeno), ha la parte
centrale sostenuta da due colonne al di sopra delle quali sono dipinti
i Simboli dei quattro evangelisti:
Matteo = Angelo
Marco = Leone
Luca = Bue
Giovanni = Aquila
Sul punto più alto della facciata principale ci sono:
- Al centro la statua di San Martino Vescovo con la mitra e il pastorale scolpita dalla bottega dei Fantoni
- A destra la statua di San Eurasia
- A sinistra quella di San Valerio.
Il portale della parrocchia è in pietra di
Jels e apparteneva alla chiesa demolita.
IL CAMPANILE
In pietra è situato a destra della chiesa staccato da essa, è di forma
quadrata; anch’esso apparteneva alla vecchia parrocchiale e si vede
ancora dove era appoggiata.
L'INTERNO
La chiesa è stata consacrata nel 1932 ed è stata dipinta nel
1939.
L’altare principale e dello scultore Nanni.
I due altari laterali appartengono alla vecchia chiesa come pure il
fonte battesimale.
L’altare a destra è dedicato ai Morti e sulla parte c’è il quadro
(datato 1600) con l’immagine di S. Martino, usato per le processioni
prima che la parrocchia acquistasse l’attuale statua da un artigiano
della Val Gardena.
L’altare a sinistra è dedicato alla Madonna del Rosario
L’interno della chiesa è a tre navate con sei colonne.
I quadri della via Crucis sono stati dipinti dai fratelli Nembrini.
LE CELEBRAZIONI
In occasione della festività di San Martino (11 novembre) si celebra la
Santa Messa solenne cantata, si svolge la processione con la statua del
santo e si addobbano le vie del paese.

Offerta della cera
La tradizione dell'offerta della cera nella festività di San Martino,
patrono della parrocchia, viene da lontano; è un'offerta che serve per
le celebrazioni liturgiche durante l'anno.
E' un segno che con la preghiera rafforza la nostra fede e unisce la
comunità a Gesù Cristo.








