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Sistema di informazione comunale integrato
Oltre alla pubblicazione quadrimestrale sul giornale In Val del Riso, ai manifesti collocati nei principali punti del paese, al pannello luminoso, è attivo il servizio rivolto a tutti i cittadini che intendono ricevere dal Comune notizie attraverso il servizio sms (messaggi di testo trasmessi sui telefoni cellulari) ed e-mail (messaggi di testo trasmessi per posta elettronica). Il servizio è completamente gratuito. Per l’iscrizione al servizio è possibile compilare l’apposito modulo scaricabile cliccando qui , o disponibile presso gli sportelli comunali, cui va consegnato compilato.
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Nel sito internet comunale è attivo il servizio ”Gorno in Rete”: a gruppi ed associazioni viene offerta gratuitamente l'opportunità di rendersi visibili alla cittadinanza all'interno del sito stesso, nella sezione "Il Paese". Per gruppi ed associazioni che avessero già un sito internet proprio è possibile chiedere anche l'attivazione di un link. Qualora un’iniziativa sia di particolare rilevanza ed abbia il patrocinio del Comune il gruppo/associazione potrà chiedere inoltre che la stessa compaia tra gli eventi inseriti nella home page del sito. Per fruire del servizio è necessario richiederne l’attivazione mediante compilazione e sottoscrizione dei moduli scaricabili qui , o disponibili presso gli uffici comunali cui vanno consegnati.
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- Info
Le chiese di Gorno
(testi Amerigo Baccanelli)
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LA CHIESA PARROCCHIALE SETTECENTESCA
La prima chiesa parrocchiale, già dedicata a S. Martino Vescovo,
costruita dove si trova quella attuale fu innalzata nel 1478. Nei
verbali dei Consigli comunali di Gorno del 1763 si leggono i primi
accenni alla pericolosità di questa chiesa ed alla necessità di
demolirla. La demolizione venne eseguita nel 1766, mentre la prima
pietra della seconda parrocchiale fu collocata il 4 ottobre 1767.
Benedetta il 24 novembre 1776, venne quindi consacrata dal vescovo di
Bergamo il 6 giugno 1779. Anche la bella chiesa settecentesca seguì la
sorte della precedente e venne chiusa ai fedeli nel 1927; i lavori di
demolizione iniziarono il 30 settembre 1930.
Pure il campanile della parrocchiale fu demolito due volte; la prima
verso la fine del 1500. La costruzione del secondo iniziò nel 1611 e si
concluse novant’anni dopo, nel 1701. Anche questo campanile lungo gli
anni iniziò ad inclinarsi e a causa della pericolosa pendenza venne
demolito nel 1890. La costruzione del nuovo campanile, quello tuttora
esistente, fu terminata il 21 settembre del 1891.
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LA CHIESA PARROCCHIALE ATTUALE
Terminata la demolizione della parrocchiale settecentesca il 13
luglio 1931 l’impresa Brozzoni di Costa Serina iniziò i lavori di
costruzione della nuova chiesa ed il 12 agosto venne posta la prima
pietra alla presenza del vescovo di Bergamo.
La nuova chiesa venne edificata in solo 10 mesi e 15 giorni, mentre la
precedente aveva richiesto ben 9 anni di lavoro. La consacrazione da
parte del vescovo avvenne il 23 ottobre 1932. Sulla facciata esterna si
trova il portale proveniente dalla chiesa settecentesca mentre sul
cornicione della facciata sono collocate le statue dei
santi Martino, Valerio e Renato pure provenienti dalla
vecchia chiesa.
La realizzazione della parrocchiale fu il risultato di un impegno
solidale di tutta la comunità gornese che seppe superare ogni
difficoltà. Basti ricordare che le operaie occupate presso la ditta “De
Angeli Frua” ed i minatori occupati presso la” Vieille Montagne”
contribuirono con trattenute in busta paga dal 1927 al 1931; pure le
casalinghe dettero il loro contributo mediante la vendita delle uova
alla domenica.
La tinteggiatura esterna venne eseguita soltanto nel 1989 da parte
degli infaticabili volontari gornesi che, in continuità con i gesti di
minatori ed operaie degli anni ’20 del secolo scorso, seppero dare il
senso di come una comunità possa manifestare la propria vitalità anche
attraverso opere materiali.
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L’INTERNO DELLA CHIESA PARROCCHIALE
Dal punto di vista architettonico la chiesa parrocchiale
attuale si presenta a tre navate separate tra loro da sei colonne
trabeate; quella centrale si sopraeleva rispetto alle laterali e la
luce vi proviene dai vetri delle finestre, decorate negli anni
1985-86.
I cinque altari, quattro laterali ed il maggiore, sono stati recuperati
dalla vecchia chiesa. La decorazione generale iniziata nel 1932 fu
ripresa negli anni 1938-39 da Emilio Nembrini
che, sopprimendo ogni precedente intervento, affrescò praticamente
tutta la chiesa: la crocifissione e i santi patroni nel coro, la via
Crucis lungo le campate e gli episodi dell’infanzia di Gesù nelle
centine trasversali.
La raggiera del sacro triduo, completamente messa a nuovo da alcuni
volontari nel 1999, ha una lunga storia: la prima risale al 1790
e venne sostituita dall’attuale nel 1817; nel 1939 venne totalmente
rinnovata ed “elettrificata”. Il padiglione, in cotone damascato
di rosso, venne acquistato all’inizio degli anni ’30 del secolo
scorso.
Fanno bella mostra all’interno della chiesa le statue che rappresentano
la Madonna del Rosario, il Sacro Cuore, S. Antonio di Padova con Gesù
bambino, S. Luigi Gonzaga, Santa Barbara, S. Giuseppe, S. Martino e la
Madonna con il bambino. Tranne queste ultime due, d’epoca recente, e
quella di S. Barbara, risalente agli anni 30’ del secolo scorso, le
altre provengono dalla chiesa settecentesca.
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LA CHIESA DI SAN ROCCO
Già nel XVI secolo era esistente nella frazione Riso una
“tribulina” o “cappella” dedicata a San Rocco, come provano alcuni atti
appartenenti al “Codex Guerinonianus” del notaio Pietro Giovanni
Stefano Guerinoni da Gorno, ove si legge “19 ottobre 1511 (…) fatto in
Gorno in contrada del Riso sulla ghiera del Riso, presso la cappella di
San Rocco”; “3 maggio 1512 (…) fatto in Gorno, in contrada del Riso,
innanzi alla tribulina di S.Rocco”.
Un secolo più tardi la cappella era già divenuta una piccola chiesa:
negli ”Ordini del curato” del 26 agosto 1631 si legge infatti che “sarà
ancora di obligo andar a dir Messa una volta al anno alla giesiola
della contrada di Riso mentre vi sia un capelano”. Nel 1720 venne
richiesta la “licenza di celebrarvi” in quanto la contrada è “separata
da un torrente che a volte si gonfia d’acqua ed impedisce alli abitanti
d’andare alla chiesa [parrocchiale] ad udire la Messa”.
La statua di San Rocco (posta all’interno della chiesetta), che viene
portata in processione in occasione della festa del santo il 16 agosto
è in legno scolpito ed è alta 95 cm.
Nel 1984 fu completamente rifatto il tetto della chiesa, mentre nel
1989 vennero effettuate alcune opere all’interno, rendendola più
accogliente
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LA CHIESA DI SAN MAURO
Si ritiene che la chiesa di San Mauro a Peroli Alti sia stata
eretta nel XVII secolo poiché tutti gli atti notarili, testamenti e
lasciti anteriori al XVI secolo non ne fanno cenno alcuno. Alla metà di
tale secolo la chiesa è sicuramente esistente in quanto un certo Zuan
Cabrini, gornese, luganegher (salumiere), abitante a Venezia
lascia con suo testamento in data 19 settembre 1651 mille e cento
ducati affinché venisse celebrata la messa” tutte le feste… nella
chiesa della Madonna di Loreto nel loco del Comune di Agorno territorio
bergamasco, posta nella contrada di Paroli nel Comune di Agorno
suddetto…” In effetti una pietra inserita nella facciata della chiesa
porta l’iscrizione “IHS 1634”, anche se non si è certi che questo
indichi necessariamente l’anno della costruzione.
Conferma del fatto che la chiesa fosse originariamente dedicata alla
Madonna di Loreto è data dal registro dei conti della chiesa stessa
conservato presso l’archivio comunale di Gorno, ove alla data del 7
maggio 1780 si legge: “ Questa è l’entrata della Beata Vergine di
Loreto eretta nella contrada di Peroli Comun di Gorno…”; sul
registro sono riportati i conti fino al 1808. La modifica
dell’intitolazione della chiesa (da Madonna di Loreto a San Mauro)
sembra avvenuta nel corso del XIX secolo, ma il motivo che la
determinò non risulta da alcun documento. Sul campanile sono collocate
due campane : la più antica porta inciso l’anno 1689 mentre
l’altra l’anno 1722.
Nel 1990 ai pochi abitanti della contrada di Peroli Alti ed agli ex
residenti venne l’idea di rinnovare la chiesetta sia
all’esterno che all’interno; servendosi del valido aiuto dei volontari
venne così restituita alla grazia primitiva un luogo di culto tanto
caro a molti gornesi.
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LA CHIESA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE
E’ certo che nel 1625 la chiesa fosse esistente, in quanto in
un documento risalente a quell’anno risulta la
richiesta per la costruzione di
una finestra nella chiesa stessa.
Nel medesimo documento risulta anche che nella chiesa “si mantiene un
cappellano”perché la gente “ha la chiesa in molta divotione “.
Nei “Capitoli del parroco” datati 14 settembre 1649 si legge: “di
più il parroco sarà obligato di andare a cantar Messa et Vespri la
festa della natività di Maria Vergine alla Madonna delle
Grazie”.
La chiesa è sopraelevata rispetto alla piazza antistante: la porta
centrale si trova infatti dieci gradini al di sopra della piazza e
sull’architrave è scritto “in me omnis gratia”; sulla porta a monte si
legge invece la sigla IHS e l’anno 1667. Il bellissimo altare,
racchiuso nel presbiterio da una cancellata in ottone, risale al 1728.
La costruzione del campanile iniziò nel 1740 e terminò nel 1770.
La chiesa della Madonna delle Grazie fece da parrocchiale ben tre
volte, tanto da essere chiamata “seconda parrocchiale”e ciò avvenne in
occasione della costruzione delle due chiese parrocchiali (dal 1767 al
1776 e dal 1927 al 1932) e con la demolizione del vecchio
campanile (1890).
Nell’autunno del 1997 iniziarono i lavori di ristrutturazione e
restauro della chiesa che impegnarono il parroco, i volontari e alcune
ditte specializzate per più di due anni. Il 1° maggio 2000 la chiesa,
recuperata all’originaria bellezza, venne presentata alla comunità
gornese.
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LA CHIESA DI SAN GIOVANNI BATTISTA
La tradizione vuole che prima del XV secolo la chiesa
parrocchiale di Gorno si trovasse nella contrada San Giovanni,
anticamente chiamata Pozzo (Puteo in latino). L’ipotesi tramandatoci
dalla tradizione è quantomeno verosimile se si tiene presente che la
prima parrocchiale ubicata a Villassio venne eretta nel 1478 e che
almeno sino all’ultimo quarto del XVI secolo non esistevano a Gorno
altre chiese oltre a queste come si evince dagli atti della visita
fatta a Gorno dal delegato di S. Carlo Borromeo il 5 ottobre 1575, nei
quali si accenna esclusivamente alla parrocchiale ed all’ “Oratorium S.
Johanni dicatum, loci de Puteo”. Ma di questa chiesa si parla anche in
un testamento redatto il 23 gennaio 1510 dove si legge ”lascio alla
chiesa di S.Gio Battista del Pozzo denari 10 imperiali, in suffragio
alla sua anima”.
Nel 1618 la chiesa vide un intervento di restauro mentre il campanile,
della cui esistenza v’è certezza sin dal 1575, venne completamente
ricostruito nel 1608.
Nel 1988 i parenti del defunto mons. Antonio Guerinoni (originario
della contrada), in occasione del centenario della sua nascita,
avvenuta il 30 ottobre 1888, fecero sistemare a proprie spese la
chiesetta riportandola alla bellezza delle origini.
Probabilmente antica quanto la chiesa è la tradizione di
celebrarvi la S. Messa il 24 giugno di ogni anno, nella ricorrenza
della natività di San Giovanni Battista.
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LA CHIESA DELLA S. S. TRINITÀ
La chiesa della S.S. Trinità era già esistente prima della
fine del XVI secolo, anche se è verosimile ritenere che successivamente
sia stata fatta oggetto di ampliamenti e ristrutturazioni.
Infatti il 29 giugno 1594 il consiglio comunale di Gorno nei
“Capitoli per il curato” delibera che lo stesso “sia obligato al dì
della S .ma Trinità a dir la mesa alla gisuola posta in Grumello et la
terza festa di Pasqua di Resurecione et la terza festa della
Pentecoste”. Sopra il portale in pietra è inciso l’anno 1633 e la
scritta ”Introite in atria eius”.
Fu consuetudine della Parrocchia e del Comune di Gorno tenere nella
casa attigua alla chiesa della S. S.Trinità un romito (remet); uno dei
suoi compiti era quello di suonare le due campane della chiesa
(la più antica reca inciso l’anno 1595, l’altra l’anno 1769) per
annunciare il cattivo tempo, dall’inizio di maggio alla fine di
settembre di ogni anno.
Nel 1993 la chiesa è stata oggetto di consistenti opere di
ristrutturazione sia all’interno che all’esterno, sempre grazie
al lavoro degli infaticabili volontari gornesi.
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IL SANTUARIO DEL S.S. CROCIFISSO
Probabilmente in origine il Cristo Crocifisso cui era devota
la gente di Gorno era sito in un prato, esposto all’incuria del tempo.
Il 17 aprile 1759 il Consiglio comunale di Gorno decise per una
più degna sistemazione deliberando la costruzione di una
“tribulina” lungo il Riso “per mettere via il Cristo…”. Nel 1766
la “tribulina” è esistente, come risulta da un documento del Comune di
Gorno.
La chiesa attuale fu costruita in sostituzione della “tribulina”a
seguito dell’autorizzazione del 25 giugno 1908 del Sac. Dott. Angelo
Roncalli, futuro papa Giovanni XXIII ( all’epoca segretario del vescovo
di Bergamo). La costruzione venne terminata nel mese di giugno
del 1910, così pure il campanile, realizzato in solo venti giorni. Fu
quindi benedetta ed inaugurata il 18 e 19 giugno 1910.
Il santuario, a croce greca, è di stile gotico-lombardo. Antistante la
chiesa esisteva un portichetto sotto cui passava la strada carrozzabile
della Valle del Riso; venne demolito nel 1957 onde permettere un
ampliamento stradale, costruendo nel contempo due nuovi portichetti in
corrispondenza delle porte laterali.
Nel 1985 un gruppo di volontari compì alcuni primi lavori di
risanamento, per giungere poi al 1990 quando, in occasione dell’80°
dell’inaugurazione e consacrazione, il santuario vide una serie di
importanti opere di ristrutturazione che gli ridiedero decoro e
splendore, sempre grazie all’instancabile e preziosa opera dei
volontari.
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L’INTERNO DEL SANTUARIO DEL S.S. CROCIFISSO
All’interno il santuario ha volte a crociera a nervatura in
vista e piccola abside a catino con decorazioni che richiamano lo
stile del XV secolo. La luce proviene da finestrelle oblunghe ed
arcuate. Il piccolo presbiterio risulta sopraelevato di tre
gradini e separato da una cancellata in ferro con parti in ottone;
l’altare, la cui parte antica proviene dalla vecchia “tribulina”, è in
marmo e il palio retrostante è antico.
L’ancona custodisce il S. S. Crocifisso e le statue dell’ Addolorata e
di San Giovanni. Il Cristo
Crocifisso, come scrive il parroco di Gorno don Gian Battista Ceruti in
un suo manoscritto del 1858, “si ritiene… venga dai Fantoni e non vuol
essere di gran vecchia data, tutt’al più del secolo passato, mentre è
parola dataci dai nostri vecchi che quasi a loro memoria fu tratto da
un ramo di un grosso castagno della famiglia Guerinoni Benedetto, della
contrada di San Giovanni “.
All’inizio degli anni ’40 venne decisa la sostituzione delle statue
dell’Addolorata e di San Giovanni in “quanto vecchie e ormai
consumate”. Dal 19 al 26 settembre 1943 si tenne “ una settimana
in onore del S.S. Crocifisso”: in tale occasione nella chiesa
parrocchiale vennero benedette le nuove statue, opera della ditta
Rengaldier di Ortisei “fatte sul modello delle precedenti”. Sotto la
volta sono dipinte quattro scene della passione: il calvario, la
crocifissione, la morte di Gesù e la deposizione; al centro sono poi
raffigurati quattro angeli recanti gli strumenti della
passione.
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LA CAPPELLA ALL’INTERNO DELL’ORATORIO
Il 10 dicembre 1961 il vescovo di Bergamo benedisse ed
inaugurò il nuovo complesso dell’oratorio dedicato a San Giovanni
Bosco. Ma qualcosa mancava: la cappella. Un oratorio senza un
luogo di preghiera non può certo dirsi compiuto. Pochi anni dopo la
Parrocchia provvedeva, così nel 1964 il vescovo di Bergamo
può benedire la nuova cappella.
La cappella è posta al pianterreno dell’oratorio con l’ingresso dal
portico. Vi danno luce tre finestre a forma esagonale(una quarta da
luce invece alla sacrestia). Il presbiterio, alto di un gradino
rispetto al pavimento, è in marmo grigio mentre l’altare, rivolto ai
fedeli, è in marmo di botticino. Nel 1966 viene posta una grande
croce sul fondo del presbiterio, ove nello stesso anno viene pure posto
un tabernacolo di rame sbalzato, dorato e smaltato. Dal presbiterio si
raggiunge la piccola sacrestia. All’interno della cappella è presente
la statua di San Giovanni Bosco, al quale è dedicato l’oratorio.
Nel 2006 vengono realizzate alcune modifiche: nuovi quadri ed una
nuova tinteggiatura delle pareti, oltre a combinazioni volute di
oggetti simbolici, vogliono meglio disporre alla riflessione personale
ed alla preghiera.
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